Franz Prati, architetto, pittore e docente universitario di indiscusso rilievo, si è spento lasciando un vuoto incolmabile nell’orizzonte architettonico e artistico italiano.
Uomo di squisita gentilezza e profonda sensibilità, egli ha sapientemente intrecciato l’arte del disegno con la pratica architettonica, dedicandosi con passione e rigore a un incessante dialogo tra città, paesaggio e memoria.
La sua lunga e prestigiosa carriera accademica, svolta in numerose e autorevoli Facoltà italiane, lo ha visto protagonista di una formazione che ha forgiato intere generazioni di architetti. I suoi disegni, opere di rara qualità e visione innovativa, risiedono oggi in prestigiose collezioni internazionali, testimonianza tangibile di un percorso artistico e intellettuale denso di significati.
Prati ha insegnato con ardente dedizione, proponendo il disegno come il primo atto creativo e, al contempo, come forma d’arte autonoma, capace di narrare la complessità della società e il tempo storico in cui si è vissuti. La sua poetica, intessuta di tensione tra antico e contemporaneo, effimero e permanente, ha lasciato un’impronta indelebile sulla cultura architettonica italiana, declinandosi in progetti tanto concettuali quanto concreti di alto valore culturale e formale.
La sua partecipazione alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia è testimonianza della sua posizione centrale nel panorama dell’architettura contemporanea, laddove sensibilità e rigore progettuale si incontrano.
Con la sua delicata profondità d’animo, Franz rimane un Maestro capace di cogliere l’architettura non solo come costruzione materiale, ma come esperienza sensibile e riflessione culturale. Questa dedica è un omaggio alla sua raffinata sensibilità e al suo talento raro, destinati a ispirare per sempre chiunque ami l’architettura intesa quale forma di arte e cultura viva.
Ciao Franz, per fortuna ci sono cose che la morte non può portare via

